venerdì 6 novembre 2020

I fantasmi del sabato sera passato


"E adesso fremi fino al midollo, sognando di quei sabati ormai trascorsi. E poi inciampi nel cuore di questo sabato sera."  (Tom Waits)

Se non hai trascorso un sabato sera a Campobasso, Catanzaro, Riva Ligure o Caltanissetta, puoi anche dire di non aver mai trascorso un  VERO Sabato Sera Italiano. Così, per dirla un po’ alla Peter Bogdanovich! Perché in fondo la vera Italia, quella che batte e che si sbatte, non è di certo rappresentata da Roma, Milano, Torino o Napoli. Nossignore! 

La vera Italia è Ascoli Piceno, Avellino, Domodossola. Fatevelo dire da uno che a diciassette anni, viveva esclusivamente in funzione dell’uscita del sabato sera. Chi vi parla è lo stesso sbarbatello che non sapeva un cazzo di come si imbarca di sabato e che mai si è divertito e l’ha vissuto davvero fino in fondo. Sono passati quasi dieci anni da quando penso al fatto che il sabato sera è un’usanza superata e che sarebbe giusto realizzare un documentario sui relitti del sabato, come testamento per i posteri. Forse sto solo cercando il cuore del sabato sera, qui a Santa Maria del Cedro, su questa iconica riviera tirrenica. Vi faccio una domanda, alla quale tenterò di rispondere prima io. Per quale motivo, nell'anno del s'ignorante 2019, alla veneranda età di uno che non possiede neanche una veranda sotto cui riposare, dovrei preoccuparmi di come andrà a finire l’ennesimo sabato sera? Il sabato sera per quanto mi riguarda l'hanno inventato John Travolta, Max Pezzali e se siete più snob ed esterofili, Tom Waits. Il sabato sera è un concetto che non appartiene più a questa generazione, ma che continuano a propinarci, un po’ come Sanremo o come un varietà di Rai Uno. Non interessa a nessuno, però ce lo propongono lo stesso! Di fatto il sabato sera non esiste! E’ solo un tempo morto tra il venerdì, fattivo e lavorativo e la domenica delle salme caramellate! Manuel Agnelli, secoli prima di X Factor, diceva che i milanesi ammazzano il sabato. Probabile, ma invece che mi dite dei casertani, e dei brindisini? A proposito, ragazzi, fate un bel brindisi ogni tanto, specialmente in questo momento, ci vuole! Che poi, a volervela dire tutta, io un posto segreto per il mio sabato sera ce l’avrei anche, però adesso non so se voglio condividerlo con voi, ma sappiate che esiste un luogo, dalle nostre parti, vicino alla foce del fiume Lao, lì dove il mare si mescola con il fiume, così con la testa sul mare e il corpo in riposo, che descrive lontano una curva sopra una vasta regione e la coda perduta nella profondità dell’interno… lì c’è il posto dove è dolce trascorrere un sabato sera romantico.

"Ti fermi al rosso

riparti al verde

perché stanotte sarà qualcosa

di mai visto prima,

e poi corri lungo il corso

cercando il cuore del sabato sera." 


E adesso? Adesso stiamo andando incontro a una lunga notte e non abbiamo abbastanza scorte né una preparazione adeguata, ma non dobbiamo perderci d'animo perché questo mondo non è stato forgiato nell'ordine e nel rispetto delle Leggi divine. Questo mondo viene da caos e disordine e dal puro caso. Perciò danzate e ridete, di chi vi impone contegno, di chi vi dice che ci sono regole da rispettare. Vi svelo un segreto: non c'è alcuna catena che ci impone di attenerci alle regole. Siamo noi che da volontari ci mettiamo il collare e consegniamo la chiave. Lo chiamano lavoro, dovere, responsabilità. Alcuni, i più ridicoli, indossano addirittura una divisa con un cappello e una pistola d'ordinanza, per non sentire che rumore fa la mancanza di ordine, di regole e di giustizia. Per non sentire il rumore di fondo di questa notte in cui siamo sprofondati. Lo capisco bene, non tutti possono nascere gatti, non tutti sono destinati a una vita da spiriti nella notte, che viaggiano nella notte, trascinata dal fuoco dei loro peccati. Ma io ho visto angeli zingari, muoversi nella notte, come una di quelle epiche carovane. Non era un film di John Ford, era il nostro presente, tempestato da un cielo funesto. Poche speranze forse, ma con la voglia di proseguire il viaggio. La vita non finisce nel momento in cui smetti di credere e sperare. Sarebbe comodo, sarebbe facile. Prosegue dopo mille giorni di noia e di inadeguatezza, prosegue quando il grande amore è già svanito. La vita prosegue, quando meno te lo aspetti, mentre stai facendo zapping o stai scrollando il tuo dispositivo. La vita prosegue, quando le notifiche si accumulano su questo ennesimo inutile social studiato per farti vendere qualcosa che non ti serve, per farti comprare cose di cui non senti un reale bisogno. Ma la vita, questa dannata vita, prosegue. Per chi è felice e per chi vorrebbe solo farla finita, se non fosse per quell'istinto, per quel barbaglio di conservazione. Lo spirito di conservazione che ti fa andare avanti. Tirando la carretta, di errore in errore, di bolletta in bolletta. C'è qualcosa che ti impedisce di toccare il fondo. Forse non esiste davvero nessun fondo. Siamo equilibristi su un filo invisibile che ci fa andare avanti. Come una carovana che si ostina a proseguire il suo viaggio, diretto verso il Nulla. L'importante non è trovare destinazione, l’importante è stare in movimento. Siamo macchine imperfette fatte per scorreggiare e per soffrire. Così tra il sangue e le parole, tra tutte le cose che non abbiamo il coraggio di dirci direttamente, passiamo di giorno in giorno, nella ricerca vana di un senso, di un qualcosa che possa essere chiamata vita. Che possa farci dire: ecco, oggi sono questo. Oggi sono io! 

Dove voglio essere adesso, NUDO & Castro. Cast Away! Perché in fondo il sabato sera è una cosa d’altri tempi, un po’ come le atmosfere delle canzoni di Paolo Conte, del tipo che era una canzone che diceva e non diceva, l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato. E se ve lo dice uno che ha sempre adorato i Drifters, potete fidarvi! Vi chiedete ora se potete fidarvi? Vi rispondo che, beh sì, dovreste! 

Ti hanno pagato venerdì e le tue tasche tintinnano;

poi vedi quelle luci e ti senti formicolare

perché stai correndo su una sei cilindri

e cerchi il cuore del sabato sera. (Tom Waits)

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