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Visualizzazione dei post con l'etichetta anni ottanta

A proposito di Autogrill di Guccini

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Autogrill di Francesco Guccini mostra un perfetto meccanismo narrativo in versi: un mini-racconto cinematografico capace di elevare una banale sosta autostradale a dramma dell’interiorità e della sospensione esistenziale. Al centro della composizione non c'è un evento reale, ma l’anatomia di un’illusione vissuta come totale fuga mentale. L’autogrill cessa di essere un mero punto di ristoro e si trasforma nel non-luogo sociologico e metafisico per eccellenza, un limbo fuori dal tempo simile a un episodio di Ai confini della realtà, in cui l’identità del protagonista si dissolve assumendo i tratti dello Straniero di Albert Camus. La narrazione imposta la scena attraverso un violento contrasto tra la dimensione intima del poeta e la freddezza standardizzata dell’ambiente. Fin dall’inizio, con la ragazza dietro al banco che mescola «birra chiara e Seven-up» mostrando un «sorriso da fossette e denti» da pubblicità, Guccini introduce l’elemento dell’artificio. Il volto della barista non ...

A proposito di Nebraska di Springsteen

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Dall’abbondanza di The River alla desolazione di Nebraska Introduzione al saggio critico Quando The River esce nell’ottobre del 1980, Bruce Springsteen è già molto più di una rockstar di successo. È diventato, agli occhi di pubblico e critica, una sorta di cronista morale dell’America della working class, capace di tenere insieme l’energia euforica del rock’n’roll classico con una crescente consapevolezza sociale e narrativa. Il doppio album rappresenta il punto di massima espansione del suo universo: musicalmente variegato, emotivamente sovraccarico, tematicamente oscillante tra festa e disincanto, tra bar rumorosi e cucine silenziose, tra il desiderio di fuga e il peso delle responsabilità. È un disco che contiene tutto, forse troppo. Ed è proprio da questa abbondanza che nasce Nebraska . Come spesso accade nei momenti cruciali delle grandi carriere artistiche, il passo successivo non è l’amplificazione ma la sottrazione. Tra il 1981 e il 1982 Springsteen attraversa una fase di i...

Tunnel Of Love, Oggi

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Tunnel Of Love, Oggi I temi portanti dell'album sono l'identità e l'amore. Chi sono? Dove sto andando? Dove finirò? Sto sperimentando l'ambivalenza delle relazioni, da sempre latente  nella mia vita psicologica. Le dodici tracce di Tunnel Of Love sono dichiarazioni d'amore notturne e sospiri che spezzano quel minaccioso silenzio che spesso cala in una coppia. È un disco fondato sulla dicotomia tra forza e debolezza, come il protagonista di uno degli episodi più riusciti del lavoro, Cautious Man, il quale ha tatuato sulla mano destra la parola amore e sulla sinistra invece la parola paura. Naturalmente è facile dedurre che dietro il personaggio di Bill Horton ci sia lo stesso Springsteen, senza troppo azzardo in termini di interpretazione.  È il fulcro e il cuore a livello tematico di tutto il disco e anche uno dei suoi episodi meglio riusciti. Max Weinberg sostiene che il punto è che non si tratta del primo disco solista di Springsteen, dato che sono tutti album sol...

I WON’T BACK DOWN

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Dedicato a Tom Petty  Come canta Bob Dylan: "Otello chiede una coperta. Chiede anche del vino avvelenato. Lei dice che l'ha già bevuto. Raddrizza le cose, ragazzo. Le ciliegie cadono sempre fuori dal piatto." E allora capisci che nessuno sistema davvero niente. Si raccoglie solo quello che cade. Sempre. Ogni cazzo di volta. Devo molto a Tom Petty e non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. Un uomo basso, magro, biondo, con quella faccia da uno che ne ha viste troppe ma non si è ancora rotto le palle di stare al mondo. Uno che non si è piegato. Mai. I won't back down. Non mi tirerò indietro. Neanche davanti ai cancelli dell'inferno. Soprattutto davanti ai cancelli dell'inferno. E se non capite la differenza tra le due cose, chiudete questa pagina e andate a guardare Amici di Maria De Filippi che è meglio per tutti. Sapete qual è la vera differenza tra me, Elvis, Roy Orbison e Tom Petty? Ce ne sono tante, lo so benissimo, ma vi ho fatto una domanda specifica. La ...

Poetic Champions Compose (1987)

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  Poetic Champions Compose (1987)   Se vana è stata la ricerca d'amore, perché allora non "lasciarsi andare al mistero", affidarsi alla consolazione propria di ogni dimensione indeterminata, ci suggerisce il poeta laureato George Ivan.  Dopo il capolavoro del 1986 No Guru, No Method, No Teacher, considerato dalla critica uno dei suoi migliori album del decennio, se non di sempre, con Poetic Champions Compose Van Morrison ritrova i sapori che hanno reso la sua musica unica, calda e appassionata. Un modus operandi che per chi sa ascoltare crea una connessione univoca e diretta con l'anima stessa dell'interlocutore, come solo pochi artisti sono stati capaci di fare, lungo una carriera così ricca e variegata. Qui troviamo gli elementi tipici della sua svolta avvenuta ormai vent'anni prima. La musica è un mix di brani midtempo e uptempo con un forte sapore jazz e pop classico. Quest'uomo non è solo qualcuno attento al blues/R&B, come possiamo notare in qu...

Common One (1980)

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Can you feel the Silence? Con Into the Music Van Morrison chiude un ciclo per inaugurarne, l'anno seguente, uno nuovo. Le canzoni sono un po' più lunghe rispetto ai suoi album precedenti. Morrison ha detto che il concetto originale era ancora più esoterico ed è stato fortemente influenzato dalla sua lettura dei poeti della natura. Common One divise la critica all'epoca della sua pubblicazione. Graham Locke lo definì "colossalmente compiaciuto e cosmicamente noioso; una pugnalata alla spiritualità interminabile, vacua e tristemente egoistica". Per Dave McCullough si tratta invece di un lavoro cerebrale e ispirato, volutamente diverso e distante dal canone di canzoni che aveva scritto negli anni precedenti.  Tom Carson esalta le qualità sonore e compositive del brano "Satisfied", il vero capolavoro presente sul disco, dove "la semplicità per cui Morrison si impegna arriva come qualcosa di naturale e senza sforzo, come un dono di grazia". Un lavor...

You Can't Get What You Want (Till You Know What You Want)

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  You Can't Get What You Want (Till You Know What You Want) - Ascoltando Night And Day e Body and Soul di Joe Jackson -  Il vero problema della mia adolescenza è che preferivo ascoltare Joe Jackson e Lee Konitz piuttosto che Ian Curtis e Bobby Gillespie. Solo che alle ragazze piacevano sempre i Joy Division, i Cure o al limite The Smiths. Quando ti andava bene sapevano qualche pezzo dei R.E.M., Nirvana o dei Red Hot. Ecco se dovessi riassumere la mia adolescenza potrei affermare questo: tanti libri e troppi film, tutti sbagliati. Tutti troppo vecchi, a volte troppo in anticipo rispetto ai tempi che stavo attraversando e che stavamo vivendo. Questo ha significato correre sempre all’indietro, anche nel mio presente attuale, penso. Vi siete mai chiesti come mai ai Festival musicali nessuno indossi una maglietta di gente come Billy Joel , Paul Simon , Joe Jackson o Chris Rea ? Potrei andare avanti coi nomi all'infinito, ma sarebbe inutile e noiosi. Sicuramente avrete capito a...

Bruce Springsteen Definitive Collection in edicola

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L'uscita in edicola della raccolta Definitive Collection (Tv Sorrisi e Canzoni e Corriere della sera) è una nuova occasione per ammirare da vicino la discografia completa del più grande rocker americano vivente. E' una lunga e imperiosa cavalcata musicale lunga 39 anni. Peccato solo per il fatto che l'ordine scelto sia casuale-sincronico e non cronologico. Una pecca che certo ai grandi fan non è sfuggita, dato che nel caso della discografia springsteeniana, questo è un fattore da non sottovalutare, come del resto non lo è per altre icone del firmamento come Bob Dylan, Neil Young, Van Morrison o Tom Waits. Il quadro storico e l'evoluzione musicale, di musicisti e arrangiamenti che si susseguono è parte integrante dell'opera springsteeniana, a nostro avviso. Passiamo avanti. La prima uscita è stata, in questa settimana, Born in the Usa . Capitolo e capolavoro che non ha bisogno di presentazione. Sette hits, successo clamoroso e capovolgimento verticistico per ...