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Visualizzazione dei post con l'etichetta otto divagazioni morrisoniane

Ascoltando Hard Nose the Highway

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Hard Nose the Highway (1973) Il mondo è pieno di selvaggia, ruggente bellezza. Tocca a noi coglierla, sentirla, farla temporaneamente nostra. Solo un attimo di splendente illusione e vacuità. La mia splendida ricompensa in dobloni non sarà il tesoro dei pirati, non sarà uno scrigno pieno di preziosi. Soltanto un attimo prima di scomparire, afferrare quel sottile selvaggio suono mercuriale. Sospinti dal divino soffio di immortalità; questo è quello che cerco, questo è il minimo che voglio accettare, adesso, ora! Fino alla fine del tempo e dello spazio, quando sarò trafitto da una lama rovente, dentro uno scudo d'acciaio. Erica viola, che mi guidi nel cammino perpetuo, nello scorrere inesorabile dell'ultima era, di questo triste stanco mondo! Il 1973 per Van Morrison fu un anno memorabile. Non solo perché veniva da un periodo di grandi successi che era stato inaugurato tre anni prima con la pubblicazione di Moondance, uno dei suoi best seller, ma soprattutto per via dei live ch...

Ascoltando The Healing Game

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Con il brano Rough God Goes Riding, Van Morrison rende omaggio a uno dei poeti a cui si è maggiormente ispirato. Consiglio di recuperare la poesia di William Butler Yeats, La seconda venuta (The Second Coming) scritta nel 1919. Si tratta di un commento adeguato a comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo e attraversando. La cosa incredibile che mi è capitato di notare, approfondendo la discografia di Van Morrison, è legata alla qualità non esclusivamente sonora, ma anche contenutistica e testuale, presente nei lavori post anni Ottanta. Rough God Goes Riding, come del resto tutto The Healing Game, è la sintesi perfetta tra canzoni ispirate, testi intensi e una riflessione sull'esistenza, non certo comune per un autore di canzoni popolari. Il fatto che non venga studiato e approfondito, ma molto spesso schernito e snobbato è la cartina tornasole della pochezza di tanti critici e pennivendoli che si occupano di materia musicale contemporanea. Citando Yeats: "Il falcone non pu...

Poetic Champions Compose (1987)

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  Poetic Champions Compose (1987)   Se vana è stata la ricerca d'amore, perché allora non "lasciarsi andare al mistero", affidarsi alla consolazione propria di ogni dimensione indeterminata, ci suggerisce il poeta laureato George Ivan.  Dopo il capolavoro del 1986 No Guru, No Method, No Teacher, considerato dalla critica uno dei suoi migliori album del decennio, se non di sempre, con Poetic Champions Compose Van Morrison ritrova i sapori che hanno reso la sua musica unica, calda e appassionata. Un modus operandi che per chi sa ascoltare crea una connessione univoca e diretta con l'anima stessa dell'interlocutore, come solo pochi artisti sono stati capaci di fare, lungo una carriera così ricca e variegata. Qui troviamo gli elementi tipici della sua svolta avvenuta ormai vent'anni prima. La musica è un mix di brani midtempo e uptempo con un forte sapore jazz e pop classico. Quest'uomo non è solo qualcuno attento al blues/R&B, come possiamo notare in qu...

Ascoltando His Band and the Street Choir

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  His Band and the Street Choir (1970)   Franz Kafka diceva: "L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada." È la primavera del 1970 e l’artista cavalca un meritato successo ottenuto con il suo terzo lavoro: il best seller Moondance.  Sull'onda dell'entusiasmo entra in studio per lavorare al sequel, His Band and the Street Choir, che sarà poi pubblicato il 15 novembre del 1970. In questo LP troviamo un singolo di apertura come Domino, che a fino a un certo momento sarà il suo più grande successo commerciale, come 45 giri.  La canzone è stata una risposta diretta di Morrison ai dirigenti discografici della Warner Bros., che gli avevano chiesto di produrre alcuni altri successi radiofonici. In generale, la mentalità del Morrison che entra in sala di incisione è decisamente più alternativa. Decide di registrare un LP a cappella, che sarebbe stata una mossa audace dopo il successo commerc...

Un giorno alle corse (You're Driving Me Crazy)

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  Un giorno alle corse (You’re Driving Me Crazy)   Mark Twain sosteneva che la differenza di opinioni rende possibili le scommesse dei cavalli. Io però non scommetto sui cavalli, ma  fatto ancora più rilevante non scommetterei mai su di me. Sono così convinto di non avere chance che non mi giocherei nemmeno un pari in casa, per darvi la dimensione della mia inadeguatezza. Ma che possibilità può avere in questo mondo uno che non crede in sé stesso e nei propri mezzi? Considerate che anche il 90% di chi è sicuro di farcela, giocoforza è condannato al fallimento, all'umiliazione e al pubblico libello. Perciò non vi affannate, perché tanto non serve a nulla. Non serve nemmeno commiserarsi o come dicono i mental coach volersi bene, dedicarsi tempo e cura. A che scopo? Per invecchiare bene e conservare un corpo decente! Ma vi sentite mentre pensate o dite queste fesserie? Evidentemente no, anche perché come recita l'antico adagio: è fesso chi legge, figuriamoci chi vi scr...

Common One (1980)

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Can you feel the Silence? Con Into the Music Van Morrison chiude un ciclo per inaugurarne, l'anno seguente, uno nuovo. Le canzoni sono un po' più lunghe rispetto ai suoi album precedenti. Morrison ha detto che il concetto originale era ancora più esoterico ed è stato fortemente influenzato dalla sua lettura dei poeti della natura. Common One divise la critica all'epoca della sua pubblicazione. Graham Locke lo definì "colossalmente compiaciuto e cosmicamente noioso; una pugnalata alla spiritualità interminabile, vacua e tristemente egoistica". Per Dave McCullough si tratta invece di un lavoro cerebrale e ispirato, volutamente diverso e distante dal canone di canzoni che aveva scritto negli anni precedenti.  Tom Carson esalta le qualità sonore e compositive del brano "Satisfied", il vero capolavoro presente sul disco, dove "la semplicità per cui Morrison si impegna arriva come qualcosa di naturale e senza sforzo, come un dono di grazia". Un lavor...

Wavelenght (1978)

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Wavelength è uno dei dischi più pop rock della produzione morrisoniana anni '70. Invece del suo solito jazz e R&B, l'autore sembra aver optato per un album più radiofonico, sotto il profilo commerciale. Il sound infatti include sintetizzatori, chitarre elettriche e grandi ritmi di batteria. Sebbene per la critica l'album sia considerato un enorme miglioramento rispetto al precedente A Period Of Transition, non possiede la qualità di Veedon Fleece del 1974, ma rimane al contempo un ottimo ascolto. Si tratta di un album fortemente influenzato da ciò che era popolare all'epoca della sua pubblicazione. L'uso di sintetizzatori e chitarre elettriche è sempre presente. Eppure ci sono alcuni dei tratti distintivi del canone morrisoniano, come la sezione fiati e i cori.  Il brano di apertura è Kingdom Hall, con un suono  in linea alle rock band del momento in cui è stato pubblicato. Le chitarre sono piuttosto alte, ma ben equalizzate e si avverte anche una maggiore atten...

What's Wrong with This Picture? (2003)

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What's Wrong with This Picture? è il trentesimo lavoro in studio di Van Morrison, pubblicato il 21 ottobre 2003 per la Blue Note Records, etichetta specializzata in produzione jazz, fondata nel 1939 da Alfred Lion e Francis Wolff. Il disco in realtà ha un sound eclettico, che vede la presenza di una corposa band composta da 17 elementi, capitanati dallo stesso Morrison, qui impegnato alla chitarra acustica e al sax contralto. Da segnalare la presenza di David Haynes al basso elettrico, musicista che già aveva suonato con il cantautore nordirlandese in alcuni dei suoi più pregevoli lavori degli anni 70-80. Tredici brani, di cui dieci autografi, due co-firmati e un tradizionale; la stupefacente versione di Saint James Infirmary, che ricorda per suoni e ispirazioni i lavori più recenti dell'amico e produttore Dr. John. Tra i brani sono da menzionare almeno quattro tracce: Once in a Blue Moon ed Evening in June per una questione di posizione in classifica, in quanto singoli di succ...

Can't Go On This Way (Paura e disgusto a Pianette)

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  Vedo e approvo le cose migliori, ma seguo le peggiori . Come Dedalo imprigionato a un sogno, ma non c'è nessun carceriere che mi impone di stare in catene, qui. È una scelta volontaria, arbitraria. La scelta di non scegliere è una delle cose più sottovalutate di questi ameni tempi. Del resto anche la volontà e la speranza sono desideri e bisogni che abbiamo sopravvalutato. Mi sposto a piedi per non pensare, ma sento solo calore e il puzzo di scappamento dei veicoli è insopportabile, in questo pauroso meriggio che stiamo vivendo. Vedo e approvo le cose migliori, ma mi distraggo facilmente con spettacoli pietosi e patetici. Forse perché somigliano di più e meglio alla mia vita. Sapete, sento di avere sviluppato una sorta di complesso di inferiorità nei confronti del complesso di inferiorità. Un vero e proprio circolo vizioso, ma anche virtuale. Già la pioggia è con noi e nei nostri profili Instagram. Da bambino volevo diventare una ballerina, ma senza aver capito bene come e quanto...

Divagazioni Morrisoniane - Pt. 2

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Non è ancora esistito un individuo vero, capace di vivere, capace di morire. Soltanto ammalati, sciocchi e tragici, lugubri e ridicoli, che a volte hanno persino sperato di arrivare all’ideale per mezzo di un Miracolo. Aldous Huxley era solito dire che il problema fondamentale dell’umanità è la ricerca della grazia. Lo scrittore usa questo termine nel senso in cui pensava fosse utilizzato nel Nuovo Testamento; tuttavia lo spiegava in termini suoi. Egli sosteneva che gli animali si comportano e comunicano con una naturalezza, una semplicità che l’uomo ha perduto. Il comportamento dell’uomo è corrotto dall’inganno, perfino contro sé stesso, nei momenti più delicati, dalla finalità e dall’autocoscienza. Secondo l’opinione di Huxley, l’uomo ha perso la "grazia" che gli animali invece possiedono ancora.  Non mi pare di aver chiesto molto dalla vita. Quanto meno ultimamente. Ho chiesto solo un sorso di cognac e forse la compagnia di un'anima gentile, in una fresca sera di giugn...

8 Divagazioni Morrisoniane - Prima Parte

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  La sventura ti può dare le compagnie di letto più impensate, diceva Shakespeare. L’isola è piena di questi sussurri, di dolci suoni, rumori, armonie. A volte son migliaia di strumenti che vibrando mi ronzano agli orecchi, altre volte son voci sì soavi, che pur se udite dopo un lungo sonno, mi conciliano ancora con Morfeo oltre la sfera dell'eroe, fino alle colonne d'Ercole di questo sentire, senza pensare a niente, se non a vivere, rischiando tutto, senza fare prigionieri. Abbiamo bruciato come autentiche Supernovae e siam spariti, entro le nebbie di un‘alba frettolosa, ma salubre di vino, poesia e peyote. C'è un sogno dentro questo mio sogno e perfino tu puoi contribuire a portarlo avanti, il riscatto è dentro la musica.   Ancora una volta la breccia, fratelli miei, ancora una volta contro la burrasca del rock. Van Morrison ha cantato oltre la sfera del mito celtico, sfidando le leggi e la scrittura classica di una pop song di tre-quattro minuti. Lo ha fatto per un motiv...

Introduzione alle divagazioni morrisoniane

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 Introduzione alle divagazioni morrisoniane   Ci sono canzoni che iniziano già a metà di una storia e ci sono storie che partono in sordina, a volume basso, per poi salire, dolcemente, d'intensità. Quei pezzi difficili, il contrario dei cinque pezzi facili, che se ti prendono però diventano imponenti proprio come il marlin di Hemingway. Le vere canzoni devono partire lente, danzando su velluto, come se incontrassi la persona speciale. Quella che rende la tua vita prima meritevole di essere vissuta e un vero inferno, dopo. Che il gioco della guarigione muti pelle, nel tempo, dissimile alle compagnie di solitudine. Sono gli autori che ti faranno compagnia chiedendo in cambio un piccolo compenso, ben poca cosa rispetto a ciò che daranno a te, come la buona medicina amara, salvifica. Ti cambiano la vita, il più delle volte in meglio. Ballate dal vago sapore torbato come Over the hill di John Martyn, dall'incedere scampanellante e tintinnante come Buckets of Rain. Ancora meglio: so...