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L’Innocente, il Selvaggio e i sogni a occhi aperti di Gioventù

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L’Innocente, il Selvaggio e i sogni a occhi aperti di Gioventù "Vorrei tornare a essere una ragazza, quasi una selvaggia, e aspra e libera, che ride delle offese e non ne impazzisce! Perché sono tanto mutata? Perché il mio sangue si agita tumultuosamente per poche parole?" (Emily Brontë) C'è una gioia nelle giostre arrugginite, c'è un'estasi nei calci in culo solitari. C'è vita dove pulsa quel subwoofer vicino al mare, e c'è musica in quel boato. Io non amo le persone colte e raffinate di meno, ma i facinorosi di periferia di più. Miei fratelli di sangue, miei indomiti tamarri con lo stereo a palla in questa notte senza fine, fino al confino, di una Sant'Elena privata che stiamo attraversando. Quanto mi manca l'immotivato casino delle vostre sere di maggio, del mio riposo disturbato, quanto vi ho odiato e quanto vi amo invece adesso. Lasciami riavvolgere il nastro dolcemente, e lasciati cullare dal rumore delle onde del mare...