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Bob Dylan e Jack Kerouac: quando il formato canzone vola alto

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Bob Dylan e Jack Kerouac: quando il formato canzone vola alto Quando il giovane cantautore Bob Dylan decide di attaccare la spina alla sua chitarra elettrica, trasformando le sue canzoni in qualcosa di diverso rispetto a quanto visto nei primi lavori giovanili, il primo diretto riferimento è proprio nei confronti dei Beat, di Allen Ginsberg, di William S. Burroughs e naturalmente di Jack Kerouac. Certo, c’è il blues di Chicago e ci sono ancora tanti riferimenti al folk e alla canzone americana tradizionale, ma c’è qualcosa di nuovo in quel lavoro dove l’artista stava letteralmente RIPORTANDO TUTTO A CASA. Il titolo è in effetti programmatico ed esortativo, prima di tutto verso sé stesso. Poi ci sono gli elementi che faranno la fortuna di Dylan e di tutta una nuova scena che sta venendo fuori. C’è però un brano che emerge con vigore e potenza poetica differente. Si tratta di Mr. Tambourine Man. Canzone che è una sorta di inno alla libertà espressiva, poetica, come lo stile di vita degli...

Jack Kerouac's Aurora Borealis

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Kerouac's Aurora Borealis   Importante è l'attesa, non l'agio con cui aspettiamo. L'uomo paleolitico aspettava in caverne di comprendere la propria esistenza, mentre cacciava. I moderni aspettano in abbellite dimore, cercando di dimenticare morte e vita. Aspettiamo di comprendere che questa non è altro che la dorata eternità. Come un'onda sul levigato oceano della conoscenza. Ma non fa nessuna differenza, sai? Aurora Borealis/ sullo Hozomeen/ Il vuoto è più immoto Giorno e notte e ombra che muta in base al tremolio di una candela romana, la cui luce vibra e viene spostata del vento, mentre infuria la tempesta. Mi piace pensare che fuori da qui, da questo rifugio il mondo stia bruciando, ma non è così, non ci sono rivoluzioni lì fuori che valga la pena raccontare. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è racchiuso in noi stessi, ed è lì, solo in questo posto che risiede la vera cura. Il fato dell'umanità è dissolversi in una dorata eternità. Non sono pazzo, ho solo...

Ascoltando "Estate" di Chet Baker

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"Tutto andrà per il meglio, la desolazione è desolazione dappertutto e la desolazione è tutto ciò che abbiamo e la desolazione non è poi così male." (Jack Kerouac) Quando la timida musa preferisce fare la ritrosa, c'è solo una cosa da fare: mettere un disco di Chet Baker , versare un bicchiere di bourbon, scovare un pacchetto di Marlboro rosse dentro un vecchio e dimenticato cappotto e iniziare a scrivere, da qualsiasi punto, in qualsiasi momento della notte. Quando la timida musa preferisce bussare alla porta di un qualche giovane e squattrinato autore, tu, povero scribacchino del web , hai una sola cosa da fare. Un ratto delle Sabine 2.0 , e se ti manca il coraggio, significa che non avevi davvero intenzione di iniziare. Perché la scrittura è una bestia strana: non serve a nulla coltivarla, non puoi pensare di resistere e di domarla; è lei che scova te, nel cuore della disperazione, come una falena ricerca un bagliore di luce, in questa notte che stiamo ...