sabato 21 novembre 2020

Chi fermerà questa dura pioggia


Chi fermerà questa dura pioggia (che sta cadendo)

A volte anche la pioggia si bagna. Vorrebbe starsene al caldo, asciutto. Anche i pesci in fondo al mare necessitando di calore, salgono per vedere cosa succede, che si dice. Tutto bene? Sì, sta solo piovendo un po', ma è normale di questi tempi piovaschi. Troppi piromani troppo a lungo fanno male. Una dura pioggia cadrà, ma non sappiamo ancora quando smetterà, chi la fermerà.  Hai percorso sette tristi foreste, hai solcato i sette mari di Rhye.

E poi hai visto oceani di morte, ma neppure questo ti ha fermato. Sei uno a cui la pioggia non può fermare la rapida corsa. Come una consegna da mantenere, come una rivolta da scatenare. Eppure proprio ora sento il bisogno di pace, di tranquillità. Osservo il mio mondo personale mentre si bagna, ma vorrebbe starsene al caldo. Isolato. Proprio così. Perché dà che mi ricordi, la pioggia è sempre caduta, torrenziale. Adesso nuvole di confusione ci avvolgono in una burrasca da cui non possiamo uscire. C'è gente che si sforza di trovare un posto al sole, c'è gente che sta cercando, proprio adesso, riparo dalla tempesta. Hai sentito il cantastorie suonare e struggersi perché questa dissennata danza della pioggia cessasse. Hai invocato il signore della pioggia, il dio guerriero di cedere le armi e arrendersi al bel tempo. È forse servito a qualcosa? Qui ormai da settimane non vediamo il cielo, non c'è fine a questa tempesta, mentre ci chiediamo, invano, chi fermerà questa dura pioggia che sta cadendo. Ma questa pioggia continua a cadere. Una pioggia perenne, una pioggia dura e fumante, una pioggia che era sudore; un prorompere, un irrompere, un precipitare, d'acque, una sferza sugli occhi, una pioggia da inondare ogni altra pioggia, insieme col ricordo di tutte le altre piogge.

E mentre fuori continua a piovere a dirotto, l'acqua cade nelle mie orecchie, benché io stia cercando ancora chi fermerà questa dura pioggia. E forse sono stanco, forse annebbiato, ma sento che è giunto il momento di una resa. Deporre le armi e obbedire alla legge del più forte, a chi ha saputo costruire un riparo adeguato a trovare ristoro da questa pioggia che tutto bagna e che ci avvolge in una notte senza fine. Tutti sanno che la vita non è altro che una danza nel cratere d'un vulcano: erutterà, questo è certo, ma non sappiamo ancora quando! Piove, ma non c’è nemmeno una nuvola in cielo, adesso. Non è così, caro amico? Ora, tu hai sentito il rombo di un tuono, che ruggiva da avvertimento, hai sentito il fragore di un'onda tale da sommergere il mondo intero. Tu hai sentito la canzone di un poeta morente in un canale di scolo e hai sentito il suono di un clown che piangeva nel cortile, bagnando il suo bel costume cremisi. Hai mai visto la pioggia bagnarsi, forse? Ray ha scritto: verranno le dolci piogge, ed essendo un uomo entusiasta, un autentico whitmaniano non stento a crederlo, anche se questa vita non è solo Mardi Gras. Forse aveva ragione quel vecchio quando disse che il blues è una musica di acqua dolce e lacrime amare. È carne di pesce gatto grigliata e servita in salsa cajun. Qui potrai sentire suonare in lontananza una canzone di John Fogerty mentre un vecchio organo Vox sibila nelle retrovie e c'è aria di disfacimento, un po’ dappertutto. Ed è pioggia fina, quella che ti entra nelle ossa, fino a raggiungere il tuo intimo climax. Basta poggiarci sopra un paio di bicchieri e il più è fatto.  Il BLUES è la musica dell'anima, dicono. Ed è una musica caratterizzata dal fluire, di sentimenti rabbiosi, di note, così vicine e così lontane. È acqua calda, è palude di emozioni e ricordi.

La prima volta che ho ascoltato i Creedence non l'ho capito. Ho sentito che c'era qualcosa di essenziale, un sacro fuoco che entrava in me con potere salvifico e ancestrale. Come cassa e rullante che nessuno potrà mai fermare, come accordi invincibili. Come un pugno nello stomaco, come una manciata di canzoni senza tempo, che arriveranno dritte fino alla fine del mondo. John Fogerty urla e si dimena, ma è solo rock and roll, serve solo per distrarsi. Eppure che emozione, quanta passione nella sua voce, quanta verità nei suoi testi! È fuoco che entra nel profondo e brucia. Divampa! È la scintilla da cui irrompe una nuova fiamma di speranza. Catene, catene che stringono le anime passate, quelle che saranno e che siamo stati. È strano che nel nostro Paese, con tutto quello che succede, nessun artista abbia scritto un nuovo blues. Forse sono io che non sono capace di sentirlo, forse dovrei cercare tra le frequenze dell’hip hop. Dobbiamo abbandonare le chitarre, dobbiamo smettere le armoniche e le batterie e sposare il nuovo verbo della libertà e della religione. È politica, il blues oltre a un genere religioso, spirituale, è una musica politica e la politica la fanno solo i grandi. Grandi elettori per grandi coglioni, poco importa. Noi invece siamo piccoli roditori da cantina, nostalgici amanti di tango, di blues, country e rock and roll, qui nella Bayou Country! Perché ci sono musicisti che riescono a far uscire l'anima dalla punta delle dita. Uno di questi è di sicuro John Fogerty.

“Camminerò nel profondo della più nera foresta, dove la gente è tanta e le loro mani sono completamente vuote. Dove i proiettili avvelenati contaminano le loro acque, dove la casa nella valle incontra la umida e sudicia prigione. Dove il volto del boia è sempre ben celato, dove brutta è la fame e dimenticate son le anime. Dove nero è il colore e zero il numero, e lo dirò, lo penserò, lo pronuncerò, lo respirerò.”

(Bob Dylan)

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