Le mie lunghe piume nere (Dieci pillole springsteeniane)
Le mie lunghe piume nere Scrive Cesare Pavese nel suo saggio dal suggestivo titolo "Middle West e Piemonte", in La letteratura americana e altri saggi: “Verso il 1930, quando il fascismo cominciava a essere “la speranza del mondo”, accadde ad alcuni giovani italiani di scoprire nei suoi libri l’America, un’America pensosa e barbarica, felice e rissosa, dissoluta, feconda, greve di tutto il passato del mondo, e insieme giovane, innocente. Ci si accorse, durante quegli anni di studio, che l’America non era un altro paese , un nuovo inizio della storia, ma soltanto il gigantesco teatro dove con maggiore franchezza che altrove veniva recitato il dramma di tutti. E se per un momento c’era apparso che valesse la pena di rinnegare noi stessi e il nostro passato per affidarci corpo e anima a quel libero mondo, ciò era stato per l’assurda e tragicomica situazione di morte civile in cui la storia ci aveva per il momento cacciati. La cultura americana ci permise in quegli anni di veder...