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Ascoltando A Sense of Wonder

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A Sense of Wonder (1985)  Diceva Yeats: "Correggendo le mie opere, correggo me stesso". Questo sembra essere il messaggio che porta avanti Van Morrison durante gli anni ottanta. Periodo se possibile ancora più prolifico, per il cantautore irlandese, ormai vicino al compimento dei trent'anni. Negli anni ottanta un musicista pop era considerato vecchio. Oggi le cose sono decisamente diverse, sotto certi punti di vista migliori, per quel che riguarda il giudizio dell'età anagrafica di un cantautore, ma tant'è. Secondo molti critici attraverso questo disco Van Morrison compirà una sintesi dei temi affrontati coi lavori precedenti, da Into the Music fino a Inarticulate Speech of the Heart del 1983. Però, analizzando in modo approfondito e in un contesto maggiormente retrospettivo, notiamo come il Nostro Autore, abbia messo un punto e virgola, scegliendo di percorrere nuove strade, a livello sia sonoro che tematico proprio da questo momento in poi. Non è certo accessori...

Standing in the doorway/Long distance call

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  "Sto nel fragore di un lido tormentato dalla risacca, stringo in una mano granelli di sabbia dorata. Soltanto pochi! E pur come scivolano via, per le mie dita, e ricadono sul mare! Ed io piango - io piango! O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda? O Dio! Mai potrò salvarne almeno uno, dall'onda spietata? Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo non è che un sogno dentro un sogno?"  [Edgar Allan Poe] STANDING IN THE DOORWAY   Infrango almeno una delle regole fondamentali per scrivere questo breve componimento. Il primo sostiene che non è un bene scrivere con la pancia piena, eppure raramente come durante questa estate sento di avere fame. Fame di vita, fame di bramosie e di sensazioni forti. Per voi forse la musica deve pestare forte, deve avere una sezione ritmica possente. Ma io non sono mai stato troppo fissato con l'energia. Per me la sezione ritmica è come un'erezione. Più è dura, più dura poco. Preferisco una cosa morbida e calda , senti...

Flamingos Fly

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FLAMINGOS FLY Quanti furono ad amare i tuoi attimi Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore, la tua bellezza; ma uno solo amò l’anima peregrina Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta. Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora, Con lieve tristezza, come amore fuggì, come percorse, Passando, i monti che ci stanno alti sul capo, e nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle. La sventura ti può dare le compagnie di letto più impensate, diceva Shakespeare. L’isola è piena di questi sussurri, di dolci suoni, rumori, armonie. A volte son migliaia di strumenti che vibrando mi ronzano agli orecchi, altre volte son voci sì soavi, che pur se udite dopo un lungo sonno, mi conciliano ancora con Morfeo oltre la sfera dell'eroe, fino alle colonne d'Ercole di questo sentire, senza pensare a niente, se non a vivere, rischiando tutto, senza fare prigionieri. Abbiamo bruciato come autentiche Supernovae e siam spariti, entro le neb...