giovedì 31 dicembre 2020

Viaggio con la bacchetta magica della notte

 Viaggio con la bacchetta magica della notte (per la notte)

Ogni giorno è un altro giorno regalato, ogni notte è un buco nero da riempire. Ma per quanto non l'ho mai visto colmato, così per dire, resta solo l'urlo solito gridato, tentare e agire. Ma si pianga solo un po' perché è un peccato e si rida poi sul come andrà a finire.

(Guccini - Canzone di notte n.3)

La notte è un sottomarino. Inaffondabile. Di notte ci si sente liberi e prigionieri, complici di tutto e inghiottiti da un'onda di ineluttabile fatalità. Quando la notte ti acchiappa venirne fuori è come lottare coi leoni dentro un circo di ombre, bottiglie vuote e mozziconi di sigaretta. La notte è per gli amanti e per i disperati solitari. La notte è per chi vuole urlare la propria disperazione: la notte è inaffondabile. La notte è dei coraggiosi, la notte è per chi, durante il giorno non trova pace, non trova posto, non trova ristoro. La notte è per chi non ha voce, per chi viene intimidito dai raggi malevoli di un sole, che non bagna più i visi corrotti dall'accidia, o più semplicemente, dalla fatica di vivere. La notte è dei sinceri, dei visionari e degli stolti. La notte è dei capitani coraggiosi che hanno perduto per sempre la loro nave e l'equipaggio. C'è un tacito accordo nel cuore della notte, c'è un tacito consenso nelle persone che incontri per strada. Di notte siamo tutti un po' complici e un po' fratelli. C'è qualcosa che ci lega e ci sospinge, laddove il giorno cede il passo alla notte. Nella notte anche un amore rubato o perduto sa mostrarsi clemente, e se ci fai caso, anche il passato appare meno lontano, non più sepolto, solo un po' più scuro. Di notte le distanze mutano, sia quelle reali che quelli ideali. Di notte ogni battaglia potrebbe essere l'ultima, ogni corsa in taxi decisiva, ogni mozzicone di sigaretta è definitivo, distinto. Di notte c'è un'onda che investe e abbraccia tutti i cuori delusi e spezzati. Adesso non è né giorno né notte. È l'alba che viaggia a brevi onde al battito delle ali di un albatro. I suoni che mi giungono sono attutiti, rimbombanti, smorzati, come se i travagli dell'uomo si svolgessero sott'acqua. Sento la marea che si ritrae ma non ho paura di essere risucchiato, sento le onde che sciabordano ma non ho paura d'affogare. Viaggio con la bacchetta magica della notta, per la notte. Viaggio sapendo che non ci sarà andata+ritorno, né nota spese che possa essere rimborsata. Adesso: gli altari stanno bruciando con alte fiamme lontane, mentre i nemici sono passati dall'altro lato. E' l'ultima ora dell'ultimo giorno dell'ultimo anno felice. Sento che il mondo sconosciuto è vicino, l'orgoglio svanirà e la gloria marcirà. Cammino tra i relitti e i rottami del mondo, ma i miei piedi non sono contusi. Non c'è limite al cielo né divisione tra terra e mare. In fondo a quest'oggi c'è ancora la notte, in fondo alla notte c'è ancora il Ministro Speranza.

Nessun commento:

Posta un commento