venerdì 25 dicembre 2020

Invocando il fantasma della Polvere

 


Invocando il fantasma della Polvere

(Dweller On The Threshold)

Ci sono momenti in cui tutto quello che desideri è restare sdraiato su un letto, mentre fuori il clamore reclama una pausa ristoro, dal vociare disturbante di chi ha voglia di bruciare e fare baldoria. Tu invece desideri solo quel momento d'intima comunione. Per te la differenza la farà il singolo momento, quel single malt che risiede in ciascuno di noi. È qualcosa di ascetico che ti porta il più delle volte a sbagliare percorso, volontariamente, come quando ti aggiri ramingo e furtivo in una notte che avvolge ogni utile pensiero. Ma tu non hai pensieri utili da quando sei nato. Eri spinto da passioni, eri sostenuto dalla fede, dallo Spirito. Non quello legato alla religione. Non quello degli uomini di buon senso, di comunione. Ogni volta che vedo gente che si raduna per rispondere ad una chiamata, sento qualcosa di finto e artificioso. Ho bisogno di misticismo, di entrare in una nuova dimensione. Di chiamata che attende risposta, senza cadere nel vuoto, nel dimenticatoio. Senza perdersi nel vento, come diceva qualcuno. Ora sono qui, fermo con lo sguardo rivolto al cielo, mentre attendo la risposta dal mio fantasma della Polvere. Lui ha tante doti, ma la più importante è quella di condurmi in una dimensione altra, verso le barriere d’Ercole del mio Spirito guida. In fondo si tratta di quel particolare blues che vige in ciascuno di noi. È la chiamata spirituale, quella autentica. 

Cambia il tuo pensiero e cambierà idea. Non è un vero mistero quando vedi con chiarezza vibrante una frequenza più alta. Riempi il tuo scopo mentre svolgi la vita quotidiana, fino a capire cosa vuol dire vedere con precisione le cose che ti circondano. Il fantasma della Polvere provvederà quando ti sentirai giù, collegati anche tu, realizza il tuo scopo mentre svolgi la vita di ogni giorno. 

Non reco offesa a nessuno dei miei antichi avi, non cerco nemmeno il loro perdono e chiedo venia a tutti se sono alla ricerca di risposta: qualcosa di vero e tangibili, qui, mentre mi affaccio a fatica dalle tenebre che hanno invaso questa dimora. Sono nella mia tana e non cerco rifugio e non ho ristoro. Cerco l'abitatore della soglia in compagnia di un disco Soul di Van Morrison da Belfast. Oh, Dweller On The Threshold! Cerco l’abitatore della soglia in compagnia della mia anima inquieta. Leggo Edward Bulwer-Lytton, il quale designa un'indefinita entità soprasensibile, erroneamente identificata come il male che aleggia in ciascuno di noi. Ma è solo la radice profonda, di una sensazione che oggi qualcuno sta chiamando thriller, che un tempo era nel blues, dentro la sensazione di malinconia, innata negli esseri senzienti, dentro il cuore degli esseri sensibili. L'abitatore della soglia è il mio Spirito che mi conduce alla verità del mio profondo Io. Attenzione! Qui stiamo per entrare nel territorio accidentato della teosofia, ma non vedo al momento altre soluzioni, per uscire da questo baratro infinito in cui siamo sprofondati. Invoco tutti gli spiriti dei miei antenati e non faccio distinzione, voglio schierare sul campo ogni Forza possibile, siano anche maligne, siano anche folletti dispettosi, ma cazzuti e pieni di baldanza. Sto ascoltando il mio gatto nero che miagola in questo giorno senza luce, in questo gioco dove chi perde accede verso un nuovo livello. E non ci sono vaccini che possano darci sollievo, dalla pazzia del nostro cuore pulsante. La speranza è data da questa incrollabile fede, dettata dall'incapacità di soccombere, quando lo spirito che la ospita è accolto in un nuovo corpo. Mi rivolgerò allora all'uditore silente, oh Astrale Creatura, mio Signore, mio spirito della Polvere, chiedo udienza, chiedo perdono! Abbandono la soglia di attenzione, abbandono l'uscio e mi lancio in questa nuova avventura, pieno di speranza, pieno di livore e rancore, necessario per sopravvivere e per andare avanti. 

Senti l'angelo del presente nel potente fuoco di cristallo, sollevami, consuma la mia oscurità. Fammi viaggiare ancora più in alto, mentre attraverso il terreno in fiamme, fammi scendere in acqua, lascia che la grande illusione affoghi in sé stessa.

Davanti a me si aprono visionari squarci di misticismo. She Gives Me Religion: è panteismo naturale. C'è un’irriducibile similitudine tra il mondo e l’esperienza che abbiamo. C'è un Leone sulla strada, c'è un demone sfuggito, ci sono mille sogni spezzati. C'è un panorama rapito, dove la bellezza si nasconde e leva repentinamente le tende. Non vorrei, ma poi ancora, forse posso. Oh, se solo potessi trovarti stanotte, mio Signore, mio Spirito Guida, mio fantasma della Polvere. Non è né giorno né notte. È l'alba che viaggia a brevi onde al battito delle ali di un albatro scuro. I suoni che mi giungono sono attutiti, rimbombanti, smorzati, come se i travagli dell'uomo si svolgessero sott'acqua. Sento la marea che si ritrae ma non ho paura di essere risucchiato, sento le onde che sciabordano ma non ho paura d'affogare. Cammino tra i relitti e i rottami del mondo, ma i miei piedi non sono contusi. Non c'è limite al cielo né divisione tra terra e mare. Mi muovo tra chiusa e orifizio, ma con piede instabile, che scivola. Supino o prono, di fianco come il granchio o a spirale come un uccello, tutto è beatitudine vellutata e indifferenziata. 

Sollevami, consuma questa mia oscurità, quando la notte sale io uscirà dall'oscurità per entrare nella luce. Canterò un inno secolare, mentre l'alba sta per finire. Ora il fantasma della Polvere provvederà oltre la luce. Ora il fantasma della Polvere provvederà oltre il bianco.

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