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Born in the U.S.A. oggi

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Born in the U.S.A. oggi   L'autore che diede alle stampe il suo settimo lavoro discografico era un artista già maturo e capace di spaziare molto in termini di scrittura musicale. Bruce Springsteen aveva quasi 35 anni, un'età che all'epoca lo collocava tra i musicisti maturi, secondo criteri che oggi non corrisponderebbero più a tale concetto, visto che viviamo un'epoca in cui si è sempre giovani, esordienti e con una carriera ancora da costruire. Springsteen però appartiene alla generazione dei baby boomer e si rivolge tendenzialmente alla X generation. Oggi Born in the Usa viene descritto come un successo senza precedenti, in termini retrospettivi e non. Sotto un punto di vista analitico siamo di fronte a una vera macchina da guerra dove la batteria di Max Weinberg è un'armatura invincibile, adatta per lanciare i traccianti di Roy Bittan alle tastiere e delle stesse scudisciate di Springsteen alla chitarra elettrica. Qui e lì, per l'ultima volta in quella d...

Devils & Dust, oggi

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Devils & Dust, oggi "Dopo l'evoluzione da rocker a icona americana, Bruce Springsteen sta sviluppando una nuova identità: quella di scrittore di racconti in musica. Il tono spesso è cupo, intriso di ricordi e di rimpianti." (Adam Sweeting, Uncut, giugno 2005) "L'unica divinità a cui si può aspirare è racchiusa nel cuore della nostra umanità. Quando esprimiamo la nostra pietà diamo voce a questa aspirazione. Ecco perché a volte là fuori è così spaventoso." Cercare una voce non ancora utilizzata è il manifesto poetico di questo lavoro di Bruce Springsteen, uscito in Europa il 26 aprile 2005. Devils & Dust è il 13esimo album in studio di Bruce e conclude l'ideale trilogia elettro-acustica iniziata con Nebraska nel 1982 e proseguita nel '95 con The Ghost of Tom Joad. A livello produttivo si tratta dell'opera più ispirata realizzata con Brendan O' Brien. Ed è anche il quarto disco in studio come solista nell'arco temporale di 13 ...

Tunnel Of Love, Oggi

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Tunnel Of Love, Oggi I temi portanti dell'album sono l'identità e l'amore. Chi sono? Dove sto andando? Dove finirò? Sto sperimentando l'ambivalenza delle relazioni, da sempre latente  nella mia vita psicologica. Le dodici tracce di Tunnel Of Love sono dichiarazioni d'amore notturne e sospiri che spezzano quel minaccioso silenzio che spesso cala in una coppia. È un disco fondato sulla dicotomia tra forza e debolezza, come il protagonista di uno degli episodi più riusciti del lavoro, Cautious Man, il quale ha tatuato sulla mano destra la parola amore e sulla sinistra invece la parola paura. Naturalmente è facile dedurre che dietro il personaggio di Bill Horton ci sia lo stesso Springsteen, senza troppo azzardo in termini di interpretazione.  È il fulcro e il cuore a livello tematico di tutto il disco e anche uno dei suoi episodi meglio riusciti. Max Weinberg sostiene che il punto è che non si tratta del primo disco solista di Springsteen, dato che sono tutti album sol...

Amata solitudine

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A Franco Battiato.    Domani potrete completare la distruzione del vostro mondo. Domani potrete cantare in paradiso sopra le rovine fumanti delle vostre città terrene. Stasera però vorrei pensare a un uomo, a un individuo solitario, a un uomo senza nome né paese, un uomo che io rispetto perché non ha assolutamente niente in comune con voi: me stesso. Stasera mediterò su ciò che io sono, su quello che sono stato per la maggior parte del tempo.  Torno indietro, solo con la mente, ma è già qualcosa, mi lascio trasportare dal ricordo e uso come mezzo per spostarmi (oltre alla memoria) il suono, la voce e gli strumenti che mi hanno accompagnato, lungo questo viaggio, per strada. Procedo fino al punto esatto dove mi trovo ora, in questa stanza, di fronte a questo laptop, che tengo acceso anche più del giusto, come estensione totalizzante della mia persona. Si dice che sono solo oggetti, forse è vero, ma da come una persona tiene una macchina, uno smartphone, e perché no, un com...

The Rhythm is Magic

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Dove un ritardo diventa una fenditura nel tempo   Il treno regionale per Lamezia ha quarantasette minuti di ritardo. Quarantasette, come i miei anni. Non è nemmeno un ritardo degno di nota, da queste parti. È una promessa mantenuta, un appuntamento con l'ovvio. In Calabria il tempo non scorre, sedimenta. Si deposita sui binari, sulle pensiline, nei bar delle stazioni dove la gente aspetta senza fretta perché ha smesso di credere agli orari come ipotesi. Entro nel bar della stazione. È uno di quei posti che esistono in ogni Sud d'Italia: bancone di formica color crema, macchina del caffè che sibila, frittura che impregna l'aria, calendari pubblicitari fermi a giugno. Dietro il banco un tipo sui cinquanta, maglietta polo sbiadita, sguardo di chi ha visto passare troppi ritardi per indignarsi ancora. Ordino un caffè. Lui lo prepara con quella lentezza che al Nord sarebbe maleducazione, qui è semplicemente temperatura ambiente. E poi succede. Dalle casse sopra il banco, tra un ...

I WON’T BACK DOWN

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Dedicato a Tom Petty  Come canta Bob Dylan: "Otello chiede una coperta. Chiede anche del vino avvelenato. Lei dice che l'ha già bevuto. Raddrizza le cose, ragazzo. Le ciliegie cadono sempre fuori dal piatto." E allora capisci che nessuno sistema davvero niente. Si raccoglie solo quello che cade. Sempre. Ogni cazzo di volta. Devo molto a Tom Petty e non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. Un uomo basso, magro, biondo, con quella faccia da uno che ne ha viste troppe ma non si è ancora rotto le palle di stare al mondo. Uno che non si è piegato. Mai. I won't back down. Non mi tirerò indietro. Neanche davanti ai cancelli dell'inferno. Soprattutto davanti ai cancelli dell'inferno. E se non capite la differenza tra le due cose, chiudete questa pagina e andate a guardare Amici di Maria De Filippi che è meglio per tutti. Sapete qual è la vera differenza tra me, Elvis, Roy Orbison e Tom Petty? Ce ne sono tante, lo so benissimo, ma vi ho fatto una domanda specifica. La ...

Biopic musicali: Springsteen, Dylan Cash e gli altri

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Perché i biopic musicali non riescono a raccontare i loro artisti Il biopic musicale contemporaneo nasce da un paradosso che raramente viene messo a fuoco in modo critico. Da un lato pretende di raccontare la vita di artisti che hanno costruito la propria grandezza sull’ambiguità, sulla contraddizione, sul mutamento continuo; dall’altro lo fa attraverso una forma narrativa che richiede coerenza, linearità, progressione psicologica e chiusura simbolica. Il risultato è quasi sempre una riduzione: non tanto una falsificazione dei fatti, quanto una semplificazione del senso. Il recente film biografico dedicato a Bruce Springsteen si colloca pienamente dentro questa tensione. È un’opera curata, rispettosa, spesso emotivamente efficace, ma anche profondamente sintomatica dei limiti del genere. Sotto molti punti di vista si può considerare un anti-biopic, motivo per cui lo spunto riflessivo e l'analisi dei film dedicati a musicisti e cantanti, appare ancora più attinente e centrale. Sprin...