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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

We Shall Overcome: The Seeger Sessions

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  Bruce Springsteen - We Shall Overcome: The Seeger Sessions   Con We Shall Overcome: The Seeger Sessions , Bruce Springsteen torna alle sue radici. In più di un senso. Il disco segna il ritorno a un metodo di lavoro domestico, nella stessa modalità con cui aveva ottenuto opere come Nebraska , Tunnel of Love e Lucky Town . "Era come una giostra, il suono della sorpresa e la semplice gioia di suonare. Un ritorno all'informalità e all'eclettismo della musica dei miei inizi." Springsteen accenna ai suoi primi album, come metodo di lavoro e registrazione. Si respira aria di festa, un progetto felice e divertente, ma anche impegnato e di altissimo profilo. Non è un caso se in quello strano 2006 il disco venga salutato con grande entusiasmo dal pubblico e con i giusti favori di una critica per una volta ben imbeccata. Troviamo un band leader che strilla i cambi di accordo, con musicisti capaci di suonare senza spartito e senza prove formali. Buona la prima, basta...

Perfect Days di Wim Wenders

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Perfect Days di Wim Wenders (la crepa, la luce, il volto) Con Perfect Days , Wim Wenders realizza un’opera che, sotto un'apparente semplicità, nasconde una costruzione emotiva e filosofica estremamente complessa e sofisticata.  Ambientato in una Tokyo silenziosa e quotidiana, il film segue Hirayama (Kōji Yakusho), addetto alla pulizia dei bagni pubblici, figura marginale solo in apparenza, perché in realtà centro di un equilibrio esistenziale costruito con precisione quasi rituale. La prima parte del film è un invito a vivere nel presente: ogni giornata è un “giorno perfetto”, scandito da gesti ripetuti, da una cura minuziosa per le cose semplici, da una distanza costante dagli altri. Hirayama parla poco, evita il coinvolgimento, sembra costruire deliberatamente uno spazio protetto in cui nulla possa turbare l’equilibrio. Non c’è passato che lo perseguita, non c’è futuro che lo inquieta. Ogni giorno si chiude e si riapre, come un soft reset emotivo, quasi da simulazione digital...

Le strade di Springsteen

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È il 25 agosto 1975, Bruce Springsteen ha quasi 26 anni. "Born to Run", il suo terzo album, celebra la vita on the road, attraverso la voce e le speranze di due ragazzi in fuga verso un altrove che li condurrà a vivere una vita migliore. Ogni artista ha il suo feticcio, ma per certi artisti il feticcio è una vera e propria ossessione. Una missione da compiere e da portare a termine. A qualsiasi costo, da costa a costa. Perché c'è una promessa che va mantenuta, c'è un patto, spesso celebrato lungo il famoso crocevia del tempo e dello spazio. Nel caso di Bruce Springsteen ci sono solo due cose che contano davvero: la musica e l'asfalto. Come per altri celebri artisti - penso a Jack London, Bob Dylan o Jack Kerouac - il viaggio ha rappresentato tutto ciò che era davvero importante. E reale. Con Springsteen l'importanza di descrivere qualcosa di reale è fondamentale, quando non essenziale. In molti casi il successo di un artista è legato doppiamente al suo rappor...