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Amata solitudine

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A Franco Battiato.    Domani potrete completare la distruzione del vostro mondo. Domani potrete cantare in paradiso sopra le rovine fumanti delle vostre città terrene. Stasera però vorrei pensare a un uomo, a un individuo solitario, a un uomo senza nome né paese, un uomo che io rispetto perché non ha assolutamente niente in comune con voi: me stesso. Stasera mediterò su ciò che io sono, su quello che sono stato per la maggior parte del tempo.  Torno indietro, solo con la mente, ma è già qualcosa, mi lascio trasportare dal ricordo e uso come mezzo per spostarmi (oltre alla memoria) il suono, la voce e gli strumenti che mi hanno accompagnato, lungo questo viaggio, per strada. Procedo fino al punto esatto dove mi trovo ora, in questa stanza, di fronte a questo laptop, che tengo acceso anche più del giusto, come estensione totalizzante della mia persona. Si dice che sono solo oggetti, forse è vero, ma da come una persona tiene una macchina, uno smartphone, e perché no, un com...

I WON’T BACK DOWN

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Dedicato a Tom Petty  Come canta Bob Dylan: "Otello chiede una coperta. Chiede anche del vino avvelenato. Lei dice che l'ha già bevuto. Raddrizza le cose, ragazzo. Le ciliegie cadono sempre fuori dal piatto." E allora capisci che nessuno sistema davvero niente. Si raccoglie solo quello che cade. Sempre. Ogni cazzo di volta. Devo molto a Tom Petty e non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo. Un uomo basso, magro, biondo, con quella faccia da uno che ne ha viste troppe ma non si è ancora rotto le palle di stare al mondo. Uno che non si è piegato. Mai. I won't back down. Non mi tirerò indietro. Neanche davanti ai cancelli dell'inferno. Soprattutto davanti ai cancelli dell'inferno. E se non capite la differenza tra le due cose, chiudete questa pagina e andate a guardare Amici di Maria De Filippi che è meglio per tutti. Sapete qual è la vera differenza tra me, Elvis, Roy Orbison e Tom Petty? Ce ne sono tante, lo so benissimo, ma vi ho fatto una domanda specifica. La ...

A proposito di Nebraska di Springsteen

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Dall’abbondanza di The River alla desolazione di Nebraska Introduzione al saggio critico Quando The River esce nell’ottobre del 1980, Bruce Springsteen è già molto più di una rockstar di successo. È diventato, agli occhi di pubblico e critica, una sorta di cronista morale dell’America della working class, capace di tenere insieme l’energia euforica del rock’n’roll classico con una crescente consapevolezza sociale e narrativa. Il doppio album rappresenta il punto di massima espansione del suo universo: musicalmente variegato, emotivamente sovraccarico, tematicamente oscillante tra festa e disincanto, tra bar rumorosi e cucine silenziose, tra il desiderio di fuga e il peso delle responsabilità. È un disco che contiene tutto, forse troppo. Ed è proprio da questa abbondanza che nasce Nebraska . Come spesso accade nei momenti cruciali delle grandi carriere artistiche, il passo successivo non è l’amplificazione ma la sottrazione. Tra il 1981 e il 1982 Springsteen attraversa una fase di i...

Biopic musicali: Springsteen, Dylan Cash e gli altri

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Perché i biopic musicali non riescono a raccontare i loro artisti Il biopic musicale contemporaneo nasce da un paradosso che raramente viene messo a fuoco in modo critico. Da un lato pretende di raccontare la vita di artisti che hanno costruito la propria grandezza sull’ambiguità, sulla contraddizione, sul mutamento continuo; dall’altro lo fa attraverso una forma narrativa che richiede coerenza, linearità, progressione psicologica e chiusura simbolica. Il risultato è quasi sempre una riduzione: non tanto una falsificazione dei fatti, quanto una semplificazione del senso. Il recente film biografico dedicato a Bruce Springsteen si colloca pienamente dentro questa tensione. È un’opera curata, rispettosa, spesso emotivamente efficace, ma anche profondamente sintomatica dei limiti del genere. Sotto molti punti di vista si può considerare un anti-biopic, motivo per cui lo spunto riflessivo e l'analisi dei film dedicati a musicisti e cantanti, appare ancora più attinente e centrale. Sprin...

E' pura magia, Johnny!

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  E' PURA MAGIA, JOHNNY! Bisogna che gli uomini acquisiscano una visione totale che li accomuni per ottenere risultati. Non basta schioccare le dita a tempo e dire: andrà così, se non c'è una formula magica non riesci a vendere nemmeno una bibita gassata, in questo strano vecchio mondo. Serve qualcosa di più per vivere il tempo, per capire come gira questo motore a ottani, che certe volte non ne vuole proprio sapere di marciare per il verso giusto. È un viaggio onirico di sola andata, quello che conduce al percorso della consapevolezza. Oltre i limiti stessi del tempo, del corpo e delle emozioni. C'è un sogno in questo percorso, c'è un'anima che spinge e poi c’è un prezzo da pagare. Tutti noi siamo sospinti da uno scopo: qualcosa di ancestrale e nobile, che non sappiamo comprendere né spiegare, ma che brucia dentro noi; quegli informi esseri che popolavano un tempo questa terra. È uno scopo: come un bagliore dorato di ciò che dovrebbe essere. È pura magia . Un r...

Bob Dylan negli anni '60: dalle subculture al Black Power

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Viaggio nel decennio d’oro di Bob Dylan, tra svolta elettrica, controculture, teorie delle subculture, Black Panther Party e movimenti neri. Un’analisi tra racconti e memoria personale che mostra come l’artista sia diventato un simbolo capace di attraversare politica, stili giovanili e trasformazioni sociali. Bob Dylan negli anni Sessanta dalle subculture al Black Power tra rivolte e immaginari politici Gli anni Sessanta non rappresentano soltanto il decennio in cui Bob Dylan rivoluziona il linguaggio della canzone, ma anche una fase cruciale in cui la sua figura diventa un punto di intersezione tra movimenti giovanili, subculture emergenti e tensioni politiche sempre più radicalizzate. Analizzare il ruolo di Dylan in questa costellazione richiede una prospettiva che superi la semplice storia della musica, perché le sue canzoni e il suo personaggio sono diventati segni, stili e codici riconoscibili da comunità molto diverse fra loro: dal folk revival bianco progressista del Greenwich V...