You’ll Never Walk Alone: storia sociologica dei cori da stadio nel calcio Il canto è la forma più immediata attraverso cui una comunità calcistica si racconta, si riconosce e si rinnova. È un gesto antropologico, un rituale collettivo in cui la voce supera il singolo individuo e diventa massa sonora, vibrazione che definisce l’identità di un gruppo. I cori da stadio, spesso descritti come semplice folklore o rumore di fondo, rappresentano invece una lente preziosa con cui osservare dinamiche sociali, stratificazioni culturali e trasformazioni collettive. La curva diventa un laboratorio antropologico a cielo aperto, uno spazio dove si costruiscono appartenenze e si rinegoziano tradizioni. È il luogo dove la musica incontra la sociologia, perché il coro da stadio non è mai solo canto, ma un atto performativo che definisce chi appartiene e chi no. Il fenomeno ultras, con le sue ritualità, i suoi linguaggi e le sue estetiche, incarna questa tensione tra individuo e collettività, mostrando ...
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